Gassino Torinese - La Storia

Gassino Torinese. Il risorgimento a Gassino tra Cronaca e Storia. Parte 6

Industria addio!

Nel 1910, fin dai primi giorni dell'anno, si presentano vacui segnali che preludono l'imminente naufragio dell'impianto di uno stabilimento di tessitura in zona Santa Croce. Segnali, in breve tempo, confermati dalla revoca del contratto stipulato nel 1908 da quattro imprenditori tessili con il Comune di Gassino, il quale si trova ora ad essere proprietario di un vasto terreno inutilizzato, costato 30.000 lire, per l'acquisto del quale ha contratto, senza cautelarsi da eventuali rinunce, un mutuo da 34.000 lire (4.000 lire per le spese della fognatura) e quindi gravato da interessi. Non rimane che sperare in una nuova occasione, nonostante i tempi difficili che si profilano all'orizzonte, mentre il terreno comunale langue nel più totale abbandono. Le piene del Po degli ultimi anni hanno diviso il letto del fiume in due parti formando al centro una sorta di isola all'altezza del porto natante per il quale è compromesso l'utilizzo. Per la soluzione del caso vengono formulate due ipotesi: o spostare più a monte il porto o rispolverare un vecchio progetto che prevedeva la costruzione di una passerella in legno di collegamento tra le due sponde. A fronte di una situazione economica condizionata dal mutuo per l'acquisto dei terreni destinati all'impianto industriale, si opta per il più economico trasferimento del porto e la conseguente costruzione di una nuova strada (attuale via del Porto) per il collegamento con la strada Nazionale di Casale. I rintocchi sempre più cupi del campanile, negli ultimi tempi, lasciano presagire la presenza di un serio danno tra le campane. Infatti la campana maggiore, costruita nel 1789, presenta un irrimediabile guasto. Con una spesa di 480 lire da parte del Comune e di 200 lire per la parrocchia, la vecchia campana viene rifusa a cura della ditta Giuseppe Mazzola. L'illuminazione elettrica raggiunge anche il quartiere Borgonuovo. Sulla strada di Casale, infatti, vengono sistemati due nuovi lampioni dotati di lampadine da 20 candele.

Con Ettore Sobrero anche a Gassino Industria!

Ettore Sobrero

Ad un anno dalla sfortunata vicenda che si concluse con il fallimentare tentativo di impiantare in Gassino uno stabilimento di tessitura, nei primi mesi del 1911 si presenta per il Comune una nuova opportunità per l'utilizzo del terreno già acquistato per attività industriale. L'occasione è offerta da Ettore Sobrero, imprenditore torinese, che nel 1883 aveva fondato a Torino l'omonimo calzificio e che, per ampliare la propria attività, che già sta riscuotendo notevole successo, intenderebbe aprire a Gassino un nuovo stabilimento per la produzione di maglieria intima. Nonostante le intenzioni dell'industriale torinese possano apparire in un primo momento tutt'altro che roboanti, gli amministratori gassinesi si dimostrano favorevoli a trovare un accordo: il Comune di Gassino si impegna a cedere il terreno in zona Santa Croce di 3 ettari, 10 are e 28 centiare, a costruire i pozzi perdenti per lo scarico fognario e lo scambio tranviario per deviare il percorso dei vagoni merci. Da parte sua Ettore Sobrero si fa carico di costruire uno stabilimento in grado di occupare inizialmente almeno cento persone della zona e le abitazioni per la sua famiglia, per i dirigenti e per gli impiegati. Sull'onda della precedente esperienza, il Comune di Gassino si tutela da eventuali rinunce imponendo alla controparte un indennizzo di 25.000 lire qualora la revoca del contratto si presentasse nei primi cinque anni fino a raggiungere le 50.000 lire tra l'ottavo e il nono anno, ovvero fino alla chiusura del mutuo contratto per l'acquisto dei terreni e conseguente cancellazione dell'ipoteca. Da parte sua il Comune si impegna a non concedere ulteriori autorizzazioni per l'insediamento nel territorio comunale ad industrie concorrenti. L'operazione che portò a Gassino un'importante industria, com'è prevedibile, fu coronata dall'approvazione di tutta la cittadinanza gassinese. In pochi mesi la costruzione dello stabilimento fu portata a termine e la produzione di maglieria intima partì con progressione esponenziale, moltiplicando in breve tempo gli iniziali cento posti di lavoro previsti dagli accordi con il Comune.

Tre gassinesi tra i caduti della guerra di Libia

Se da un lato molte famiglie gassinesi hanno un buon motivo per essere soddisfatte grazie alle nuove opportunità occupazionali, dall'altro molte altre vivono nell'angoscia per la partenza dei richiamati sotto le armi per la guerra che l'Italia ha dichiarato alla Turchia. Verso la fine dell'anno, in seguito alla recrudescenza del conflitto, giungono a Gassino le notizie di alcuni soldati morti o feriti in battaglia. Per le loro famiglie il Comune destina parte di uno stanziamento di 100 lire. L'altra parte è devoluta alla Croce Rossa che sta operando sul fronte africano. La seduta del Consiglio comunale del 9 marzo 1912 inizia con una dolorosa comunicazione: è morto a Napoli il soldato gassinese Giovanni Battista Caviglione, tenente dell'11° Bersaglieri e fratello della maestra Luigia. Così lo ricorda il sindaco Palazzi: "...aggregato alle truppe partenti per l'Africa aveva con entusiasmo preso parte al combattimento di Henni ed alla presa di Ain-Zara e nella tragica notte di Bir-Tobras pugnava con non comune valore alla testa del suo plotone (dicembre 1911)". Giovanni Battista Caviglione sarà ricordato, insieme ai soldati Defendente Arnaud e Domenico Cena, morti nella guerra di Libia, in una lapide sistemata nei locali del municipio. Il Comune di Gassino concorre con 50 lire al potenziamento della flotta aerea d'Italia, impiegata per la prima volta in un conflitto durante la guerra contro la Turchia. Gassino Il 12 maggio la Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso celebra il suo sessantesimo anniversario di fondazione. Lo svolgimento della manifestazione è però guastato dall'inatteso intervento di un gruppo di facinorosi, politicamente legati alla corrente socialista che, raggiunto l'albergo "Corona Grossa", manifesta violentemente contro la guerra che, dalla Cirenaica e Tripolitania, si è allargata al Dodecaneso e ai Dardanelli. Secondo la recente riforma del servizio scolastico e la susseguente approvazione della legge Daneo-Credaro, tutti i Comuni del Regno d'Italia sono invitati a pronunciarsi se intendono mantenere l'autonomia scolastica oppure trasferire le competenze al Consiglio Provinciale. Nel 1913 il Comune di Gassino dichiara di voler mantenere l'autonomia. è una presa di posizione più onerosa perché lo stipendio degli insegnanti continuerà a pesare sulle casse comunali ma garantisce la piena libertà nella scelta del personale da impiegare. Nel mese di aprile viene pubblicamente tributato al messo comunale, Pietro Pitto, un pubblico elogio e un riconoscimento economico per aver collaborato con i carabinieri ad un arresto, la sera del 30 marzo, rimanendo ferito nell'inseguimento dei fuggitivi. Nel 1914 viene realizzato a cura di Cipriano Armellino il primo acquedotto di Gassino. La concessione avrà una durata trentennale. Nel concentrico di Gassino sorgeranno dieci fontanelle a disposizione della cittadinanza, il cui costo annuale, variabile dalle 100 alle 160 lire ciascuna, sarà a carico del Comune.

Gli anni della guerra

Il 1915 è uno degli anni più tristi del XX secolo. L'intervento dell'Italia nel conflitto che sta dilagando in Europa è un peso enorme per il popolo italiano e non è sufficiente la propaganda interventista a mitigarlo, motivandolo con la necessità di liberare le terre irredente. Anche a Gassino molti giovani di leva sono raggiunti dalla cartolina di chiamata alle armi e costretti a lasciare le loro famiglie per raggiungere il fronte dopo un estenuante viaggio sulle tradotte dirette verso est. 54 di loro non torneranno più a casa...

1916, secondo anno di guerra. Domina l'apprensione per i giovani che combattono al fronte e per quelli che, periodicamente, sono richiamati per infoltire le fila dei combattenti. L'ossessiva attesa di notizie dal fronte di guerra è di grave impedimento per la ricerca della normalità nella vita quotidiana. Anche l'attività dell'amministrazione comunale vive un periodo di stasi: progetti, ambizioni, idee, tutto è momentaneamente congelato, in attesa degli eventi.

Per le insorte difficoltà economiche causate dal prolungato stato di guerra, nel 1917 il Comune di Gassino cede definitivamente l'amministrazione delle scuole al Consiglio Scolastico Provinciale. Una decisione presa a malincuore ma dettata dalla possibilità di risparmiare la quota degli stipendi per gli insegnanti e per non incorrere nella necessità di doverne ulteriormente assumere in vista dell'imminente riordino delle scuole italiane. La nomina dei futuri insegnanti di Gassino sarà a carico del Consiglio Provinciale. L'ultima maestra nominata dal Comune è Annetta Cestori per la scuola della frazione Trinità.

Il viottolo detto "della Porta Rotta" è intitolato al Beato Giuseppe Cottolengo, fondatore della "Piccola Casa della Divina Provvidenza".

1918, ultimo anno di guerra. Il 3 novembre le truppe italiane prendono possesso di Trento e Trieste. L'eco della conclusione del conflitto giunge anche a Gassino accolto dal tripudio della popolazione. Gioia mescolata al dolore delle famiglie dei caduti. Di quei figli che non torneranno più a casa, inghiottiti dalle atrocità della guerra. Vite spezzate sui monti del Carso, lungo il Piave e l'Isonzo, a Caporetto, sul Monte Grappa, sul Monte Nero... Quanti luoghi per ricordare l'immane tragedia... E, nel nuovo periodo di pace, si vive l'attesa per il ritorno dei reduci, di coloro che, gradualmente, faranno ritorno nelle loro case con il loro fardello di stracci, appesantito dagli orrori della guerra. Il Consiglio Comunale di Gassino nella seduta del 17 novembre tributa un solenne plauso ai con-cittadini combattenti e al generale Armando Diaz per la vittoria conseguita. Per celebrare l'ingresso delle truppe italiane in Trento e Trieste, il tratto di via Chivasso detto "delle Case Nuove" viene denominato "via 3 novembre" (successivamente "via Vittorio Veneto"). Viene inoltre deliberata, quale simbolico riconoscimento, la cittadinanza onoraria di Gassino al presidente degli Stati Uniti d'America, Thomas Woodrow Wilson per l'intervento che ha favorito la conclusione della guerra.

I soldati gassinesi caduti nella guerra in Tripolitania e Cirenaica - 1911-1912

Defendente Arnaud, Giovanni Battista Caviglione, Domenico Cena

I soldati gassinesi caduti nella guerra mondiale 1915-18

Gassino

Anno 1915
Giovanni Bauchiero, Aldo Viriglio, Giovanni Gilardi, Massimo Scalafiotti, Angelo Chiesa, Ottavio Croveri, Clemente Savio, Pietro Serione, Giacomo Grasso, Stefano Borca, Natale Volpatto, Luigi Golzio, Natale Varetto, Francesco Varetto
Anno 1916
Luigi Morra, Placido Pasquero, Natale Gobetto, Domenico Villa, Giuseppe Gerardi, Luigi Ratto
Anno 1917
Lorenzo Grasso, Antonio Favale, Domenico Beltramo, Raffaele Regis, Domenico Barbero, Carlo Cena, Giovanni Piatti, Giuseppe Careggio, Pietro Gerardi, Giuseppe Cacciotto, Giuseppe Raineri, Giorgio Carpinello, Francesco Cena, Giovanni Rosso, Marco Destefanis, Vittorio Rosso
Anno 1918
Luigi Pasquero, Pietro Favale, Carlo Maddio, Giuseppe Menzio, Eifel Zambelli, Giovanni Ferrero, Antonio Castagno, Battista Rigo, Ettore Rainero, Pietro Piovano, Ruggero Martello, Giulio Beltrami, Luigi Veglia, Andrea Viccarini, Ettore Marchand, Ignazio Bologna, Carlo Pasquero, Giuseppe Ratto
Epoca successiva al termine degli eventi bellici
Francesco Bianco, Serafino Nicco, Michele Gobetto, Francesco Balbo, Francesco Barbasso, Antonio Altina, Lodovico I. Ducato, Francesco Arnaud

I soldati gassinesi decorati nella guerra 1915-18

Medaglia d'Argento
Francesco Arnaud, Angelo Artuffo, Stefano Barucchi, Giovanni Bauchiero, Riccardo Borello, Ferdinando Carlo Defilippi, Michele Gerardi, Giovanni Gilardi, Conte Cesare Giriodi di Panissera (due medaglie), Ettore Marchand (due medaglie), Bernardo Petitti, Carlo Torchio
Medaglia di Bronzo
Angelo Artuffo (già medaglia d'argento), Carlo Bosio, Carlo Ferdinando Defilippi (già medaglia d'argento), Antonio Gianasso, Giuseppe Guglielmino, Aldo Viriglio


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Fonte: "Anche a Gassino sventolava il Tricolore" di Carlo Bosco Per la ricerca storica sono state consultate le seguenti fonti:
Archivio di Stato di Torino Archivio Arcivescovile di Torino Archivio della Società Solferino-San Martino
Archivio Storico del Comune di Gassino Archivio della Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso di Gassino
Rassegna stampa del quotidiano "Gazzetta del Popolo"
Le fotografie pubblicate in queste pagine sono state estratte dai calendari 1999-2011 della Fidas di Gassino e appartengono alla collezione privata di Giovanni Raineri al quale va un sentito ringraziamento.

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